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Un cammino sicuro dal 1847 ad oggi |
Cosa c'e' dietro un nome ?
Oggi si dice Paramatti, e si pensa a un grande stabilimento, a capannoni, a macchinari
complessi e moderni, a filiali e depositi, a un'attiva rete di vendita, a un nome
affermato in Italia e all'estero.
Sì, ma da quando? Sembra di poter dire: da sempre. Perche' un'azienda forte, per l'uomo
d'oggi, e' quella che e' giorno per giorno, e' un nome che si ripete e si afferma quasi
naturalmente, in apparenza senza sforzo, nel proprio settore di mercato e in esso avanza
con dinamica spontanea.
Ma un'azienda forte avanza e si afferma se e' capace di soddisfare le esigenze dell'oggi e
anticipare sugli altri i bisogni del futuro.
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Se vi riesce,
un'azienda diventa un nome e la gente che lo legge via via su migliaia di latte,
contenitori, scatole e casse d'ogni tipo, nei negozi, nei cantieri, nelle fabbriche, su
giornali, sui muri stessi delle citta', sa queste cose d'istinto e a quel nome si affida
con sicurezza e con fiducia.
Oggi Paramatti guarda un poco alle proprie spalle, a quando e' nata, al cammino percorso,
alla lunga strada ritmata dal passo di cinque generazioni. Si tratta di una crescita che
ha avuto l'esaltante avventura di verificarsi insieme alla crescita, anzi alla nascita
stessa, della nostra nazione, all'affermarsi tumultuoso ma costante e perentorio della
rivoluzione industriale e della moderna civilta'. |
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Era infatti l'anno 1847 quando a Torino, in una via non lontana
dal Palazzo Reale...
Quella via si chiama oggi S. Francesco d'Assisi, nel centro storico di Torino.
C'era allora in quella strada una farmacia e
il suo proprietario, Giuseppe Ratti, era uno di quegli uomini al passo con i tempi i
quali, oltre a far bene il proprio lavoro di ogni giorno, si pongono continuamente domande
per risolvere meglio i nuovi problemi posti dall'incalzare del progresso, un uomo che si
teneva aggiornato su libri e gazzette circa le scoperte degli scienziati e sulle relative
applicazioni tecniche. |
E' lui, il farmacista Giuseppe Ratti, ben presto coadiuvato dal
figlio Ernesto, che da' inizio nel retrobottega della farmacia alla lavorazione di colori
e vernici.
In quell'anno 1847 l'elica ha gia' sostituito le pale della Savannah sulle navi che
attraversano l'oceano; proprio in quell'anno Morse inventa il telegrafo scrivente, Parigi
ha la sua prima illuminazione pubblica, Milano e Napoli vedono i primi treni portare
"viaggiatori di corte" a Monza e a Portici, a Torino si cominciano ad installare
i binari che l'anno successivo collegheranno la citta' con Moncalieri per spingersi l'anno
dopo ancora fino ad Asti.
La piccola fabbrica di colori e vernici inizia così con progresso continuo la propria
attivita'. |
E' quello il periodo tumultuoso e intenso delle vicende nazionali, delle
annessioni e dell'Unita', il periodo in cui il piccolo Piemonte cresce e diventa Regno
d'Italia.
Nel 1870 Annibale Paramatti porta il proprio contributo all'azienda che deve far fronte a
uno sviluppo tumultuoso: con lui la ragione sociale diventa "Ratti &
Paramatti".
1896: e' l'anno di Adua, delle dimissioni di Crispi, di gravi tensioni nella vita del
paese, ma e' anche l'anno in cui Guglielmo Marconi da' al mondo il telegrafo senza fili,
il radiotelegrafo. Torino, non piu' capitale del regno, e' una citta' tesa sulla strada di
un progresso rapido e vigoroso: non a caso tre anni dopo, nel 1899, nascera' a Torino la
FIAT.
Appunto nel 1896 la Ratti & Paramatti sempre ai primi posti in quella corrente di
progresso, ha un colpo di fortuna quasi a premiare l'ansia di ricerca dei suoi
proprietari: dal piccolo stabilimento, trasferito da tempo dal retrobottega della farmacia
alla nuova sede in zona Campidoglio per far fronte alle sempre crescenti esigenze del
mercato, esce un nuovo prodotto dalle caratteristiche rivoluzionarie per quel tempo, lo
Psicogranoma. |
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E' un nuovo smalto inalterabile, antisettico,
disinfettante, capace di risanare i muri sui quali umidita' ed esalazioni di ogni genere
abbiano compiuto guasti devastanti. Il prodotto, una vera scoperta per quel tempo,
raccolse un tale successo che, per seguire e controllare adeguatamente il mercato, la
Paramatti dovette crearsi un proprio codice telegrafico di 856 pagine fitte di 212.000
voci! La societa' entrava così alla grande nel settore delle vernici per l'edilizia. |
Intanto nel 1903 Annibale Paramatti rimasto solo a guidare l'azienda che
nel 1906 prende il nome di "Fabbrica Nazionale di Vernici, Colori e Pennelli
Paramatti", un nome che ormai, in Italia e fuori, ha un peso e un'autorita' che
nessuno potra' piu' indebolire o cancellare.
Annibale Paramatti mancava poco piu' di un anno dopo essere divenuto Presidente e la
Societa' perdeva il suo fondatore, colui che le aveva dato se non proprio i natali, la
potenza e la fama. Intanto Torino si espandeva verso le sue barriere e nell'espansione
rimaneva coinvolta anche la zona del Campidoglio.
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L'impetuoso sviluppo dell'azienda aveva sollevato il problema di
un nuovo ampliamento: viene prescelta la zona di Settimo Torinese, alle porte del
capoluogo, sulla strada per Milano: qui tra il 1913 e il 1914, vengono trasferiti lo
stabilimento, gli uffici, la sede legale. L'attivita' industriale dell'azienda si
concentra sempre piu' sulla produzione di vernici, smalti e pitture.
Lo stabilimento era appena completato quando prende a tuonare il cannone della prima
guerra mondiale e la Paramatti, come la quasi totalita' delle industrie che possono farlo,
si orienta sulla produzione di guerra: il grigio-verde e' il colore dominante.
Non appena il conflitto finisce la societa' si preoccupa di riprendere senza indugi il
proprio posto sul mercato nazionale e su quelli esteri allargando anzi l'uno e gli altri.
Vengono acquistati nuovi terreni a SettimoTorinese allo scopo di raddoppiare l'area dello
stabilimento e di migliorarne la capacita' produttiva allargata ora agli smalti
nitrocellulosici per carrozzeria, agli smalti gliceroftalici, alle vernici a struttura
complessa, alle pitture ad acqua. Vengono contemporaneamente acquistati immobili in cui
installare depositi regionali a Milano, Genova, Padova, Roma e nella stessa Torino.
Durante il secondo conflitto mondiale, in quel periodo che tanto sconvolge la vita e le
speranze di ogni italiano, la Paramatti consolida e prepara, come si e' detto, il proprio
assetto immobiliare per meglio essere pronta a fronteggiare il domani.
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E' del secondo dopoguerra l'impegno arduo per la ricostruzione della
organizzazione di vendita e l'ammodernamento di tutta la struttura tecnico-commerciale che
attuati dovranno portare la Paramatti nel ristretto novero delle industrie piu' complete e
competitive del paese: in questo quadro nel 1963 la produzione dei pennelli cede il
posto a prodotti vernicianti piu' essenziali.
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E arrivano i modernissimi impianti per la lavorazione delle resine
sintetiche, nuovi macchinari e attrezzature, apparecchi di studio, di collaudo e di
controllo. La capacita' produttiva raggiunge ormai le 6.000 tonnellate annue.
Com'era avvenuto per l'area di Torino anche quella di Settimo Torinese si rivela
insufficiente sia di fronte alla pressione della citta', di cui Settimo e' ormai divenuta
un satellite, sia ai fini della stessa economicita' della produzione e della suo
progressiva espansione. Viene individuato in Greggio, in provincia di Vercelli, a meta'
strada fra Torino e Milano, lungo l'autostrada, il terreno sul quale far sorgere il nuovo
modernissimo impianto.
Si tratta di una superficie di 258.000 metri quadrati sulla quale nel 1969 viene iniziata
la costruzione del nuovo stabilimento.
Tre anni dopo il primo reparto delle pitture ad acqua, inizia a funzionare.
Nel 1973 e '74 entrano in attivita' i reparti destinati in modo particolare ai prodotti
per carrozzeria e a quelli per l'industria; nel 1977 viene ultimato il reparto per la
produzione di smalti e fondi sintetici.
Nel nuovo complesso di Greggio sorgeranno alfine anche i laboratori d ricerca e controllo,
gli uffici tecnici, i servizi: tutto all' insegna dell'automatismo piu' aggiornato, con
l'impronta della massima efficienza sul piano qualitativo e su quello della competitivita'
dei prodotti.
Purtroppo lo sviluppo della Società non è accompagnato, in questi anni, da stabilità
nella Compagine Societaria che, invece, porta la Paramatti a cambiare dal 1974 al 1984,
ben 6 differenti gestioni : Gottolengo, Schraiber, Dutto e Cometto, Caproni, Masciadri e
Junghanns.
L'ultima di queste, la Junghanns Chimica Vernici SpA, consapevole della grande forza del
nome Paramatti nelle vernici, la ingloba al suo interno, trasferendo le produzioni nel suo
stabilimento di Lainate, ma rilanciando il marchio Paramatti come divisione commerciale
autonoma. Nel settembre 1998, Paramatti, al pari di altri 3 marchi presigiosi come Vip,
Rossetti e Toscano, dà il suo contributo alla creazione di J COLORS SpA, quando la
vecchia Junghanns Chimica Vernici SpA decide di assumere una nuova denominazione
societaria." |
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